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Giovedì Seconda Settimana di Pasqua

 2 maggio 2019

 

 

 

• In ascolto della Parola del Signore  (Gv 3, 31-36)

 

Dal vangelo secondo Giovanni

 

Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.

Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.


 

 

 

• In meditazione

 

Non si costruisce la Chiesa secondo i semplici criteri umani, della terra. È necessario educarsi a pensare secondo il cielo, secondo Dio.

Non solo, ma bisogna lasciare che lo Spirito, ricevuto il giorno del nostro battesimo, agisca davvero in noi e per mezzo di noi. Il Padre ha fatto dono ad ogni cristiano lo Spirito Santo, lo Spirito della forza, della testimonianza, dell’audacia, della gioia, dell’amore, della fraternità, della comunione, della solidarietà.

Maria, ricolma di questo Spirito, ricevuto il giorno del suo battesimo spirituale, il giorno dell’annunciazione da parte dell’angelo, ha costruito la Chiesa secondo la logica di Dio. In che modo?

La Vergine Maria di Nazareth ha costruito la Chiesa rendendosi pienamente accondiscendente alla volontà di Dio, dicendo al Padre la sua piena e incondizionata disponibilità.

Maria, dunque, donna disponibile. È questa caratteristica che vogliamo meditare oggi, imparando dalla testimonianza materna della Donna di Nazareth. 

Tanti sono i cristiani scritti sul registro del battesimo, pochi sono quelli che realmente hanno detto il proprio “si” per impegnarsi a costruire la comunità ecclesiale secondo l’azione dello Spirito Santo. 

La Chiesa per continuare ad edificarsi secondo lo Spirito, necessita della piena partecipazione di ogni singolo battezzato. Parliamo della “actuosa participatio” di cui riferisce il Concilio Vaticano II nella “Sacrosantum Concilium” (n. 48), ovvero della “attiva partecipazione”, di una partecipazione consapevole da parte di tutti i battezzati in Cristo Gesù.

Maria è la prima credente a vivere la sua piena e consapevole partecipazione all’edificazione della Chiesa. Non ha demandato ai futuri cristiani, né ai sacerdoti del tempio. Si è messa ella per prima in gioco, ha collaborato al progetto di Dio in maniera attiva e consapevole, si è premurata perché la Chiesa si edificasse saldamente. Non h mai accusato alcuno, non ha mai puntato il dito verso gli scribi e i farisei del tempo, ma, nel silenzio e nello spirito della collaborazione, ha prestato il suo umile e prezioso servizio di “serva del Signore”.

Nessun protagonismo, nessuna mania, ma solo fedeltà alla vocazione di Dio. È questo ciò che ha sorretto il servizio ecclesiale della Vergine Maria. È questo ciò che deve animare lo spirito di ogni cristiano nella Chiesa, senza accusare papa, vescovi e preti, anche quelli più deboli e fragili. Bisogna mettersi al lavoro in prima persona, nel silenzio, nel nascondimento, nella fedeltà e nella perseveranza. Come Maria di Nazareth.



 

 

Campagnano di Roma
Giovedì, 2 maggio 2019
Padre Onofrio FarinolaPadre Onofrio Farinola Blog Parola 4.0 autografo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti & Meditazioni

 

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