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Mercoledì Seconda Settimana di Pasqua

Festa di San Giuseppe Lavoratore

 

1° maggio 2019

 

 

 

• In ascolto della Parola del Signore  (Mt 13, 54-58)

 

Dal vangelo secondo Matteo

 

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. 

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.


 

 

 

• In meditazione

 

Iniziamo il mese di maggio, tradizionalmente dedicato alla meditazione della figura di Maria di Nazareth. Ed è proprio su questa figura che vorremmo riflettere in questo mese, cercando di capire come Maria ha contributo a costruire la Chiesa di Dio nella sequela fedele del suo Figlio Gesù e animata dalla forza dello Spirito Santo.

Ma questo mese inizia con la memoria di San Giuseppe, non visto semplicemente come sposo della Vergine di Nazareth, ma come lavoratore. Giuseppe è colui che ha lavorato per costruire anch’egli la Chiesa. Infatti, San Giuseppe è venerato come custode della Chiesa, il protettore della comunità cristiana. Giuseppe, insieme a Maria, sono stati chiamati da Dio per costruire e custodire la Chiesa

In particolar modo, il santo lavoratore di Nazareth ha costruito la Chiesa non solo con la sua testimonianza di vita, ma anche con l’opera delle sue mani. È ciò che mette in risalto la pagina evangelica odierna quando si vuol descrivere l’origine famigliare di Gesù: “Non è costui il figlio del falegname?”. Giuseppe è conosciuto come il falegname, come colui che lavora.

Giuseppe, dunque, costruttore di Chiesa. Non una Chiesa ideale, non una comunità astratta. La Chiesa che ha costruito Giuseppe, insieme alla Vergine Sposa, è quella della famiglia. Ancora, è ciò che il Vangelo evidenzia oggi, quando la gente parla della famiglia di Gesù, cioè parla della sua Chiesa, della prima comunità cristiana. 

Giuseppe, con Maria, ha costruito la prima comunità cristiana. Anche quando ha costruito la culla per adagiare il bambino Gesù, Giuseppe ha costruito la prima dimora, il primo tabernacolo della storia. Ha costruito, cioè, il punto focale di una comunità cristiana. Quando si entra in una qualsiasi chiesa, ciò che dovremmo cercare per prima cosa è proprio il tabernacolo che custodisce il corpo di Gesù. San Giuseppe lo aveva ben intuito: bisognava costruire il tabernacolo, la culla che custodisse il Figlio.

Costruire per custodire, ovvero l’arte della custodia. È questo il motto di San Giuseppe. Questo deve essere il motto di ogni cristiano, chiamato nella Chiesa, ad edificarla, a contribuire concretamente per la sua costruzione, e a custodirla con amore e nella testimonianza di vita. 

Dobbiamo avere più a cuore la Chiesa, tenendoci alla sua formazione, impegnandoci per la sua edificazione spirituale e anche materiale, sacrificandoci per custodirla intatta, così come Gesù la pensata e l’ha costruita con il suo sacrificio sulla croce.



 

 

Campagnano di Roma
Mercoledì, 1° maggio 2019
Padre Onofrio FarinolaPadre Onofrio Farinola Blog Parola 4.0 autografo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti & Meditazioni

 

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