Condividi su Facebook o tramite WhatsApp

 

 

Mercoledì Ottava di Pasqua

24 aprile 2019

 

 

 

• In ascolto della Parola del Signore  (Lc 24,13-35)

 

Dal vangelo secondo Luca

 

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.

Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifissoNoi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».

Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.


 

 

• In meditazione

 

Ci ritroviamo oggi di fronte ad uno dei brani più conosciuti della Scrittura, quello dei “discepoli di Emmaus”. I due discepoli si stanno interrogando su quanto accaduto a Gesù, ovvero sulla passione e la morte in croce. Quella storia li ha sconvolti, li ha scossi interiormente, tanto da fuggire. Il brano infatti, ci dice che stanno facendo la strada del ritorno. Tornano indietro. Non hanno la capacità di proseguire il cammino. La croce di Gesù li ha talmente spaventati che, piuttosto che essere il punto di partenza per un nuovo cammino, diventa il punto di arrivo, dove tutto si ferma

Quei discepoli non hanno riconosciuto nel Crocifisso il loro Maestro, anzi, quell’evento drammatico e tragico, li ha letteralmente delusi. E non poco. Tanto da non accorgersi che ora, quello stesso Gesù, cammina con loro, li accompagna nel viaggio, continua ad accompagnarli. La delusione li ha accecati, tanto da non aver nemmeno guardato in faccia il pellegrino e accorgersi chi fosse realmente.

Ma c’è un’altra cosa che li ha sconvolti, cioè il fatto che hanno trovato la tomba vuota. Avranno pensato forse a qualche furto o a una messa in scena da pare dello stesso Gesù di Nazareth

Ma quando il pellegrino comincia a spiegare loro quanto già conoscevano, e che in quel momento non ricordavano, qualche fiammella comincia a riaccendersi nel loro intimo. Sentono ardere il cuore. Si riaccende la speranza. La Parola di Dio che il pellegrino Gesù offre loro in quel cammino, permette di leggere gli eventi della passione, morte e risurrezione, secondo una nuova logica

Si erano staccati dalla Parola, per cui avevano perso l’orientamento, erano incapaci di leggere tutti quegli eventi alla luce della stessa Parola.

Cosa ci fa capire tutto questo? Alla base del cammino della comunità cristiana c’è la Parola di Dio. Dimenticando la Parola, non sapremo mai dare senso né alla vita di Gesù e nemmeno alla nostra. Tutto va letto secondo la logica di Dio. Diversamente, resteremo persone perennemente deluse, tristi, angosciate, ripiegate su se stesse.


 

 

Campagnano di Roma
Mercoledì, 24 aprile 2019
Padre Onofrio FarinolaPadre Onofrio Farinola Blog Parola 4.0 autografo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti & Meditazioni

 

N.B Ricordo che per poter effettuare commenti e partecipare attivamente al blog
é necessario creare un proprio account personale. Maggiori informazioni qui.

 

 

Condividi su Facebook o tramite WhatsApp

Attenzione: commenti permessi ai soli utenti registrati!

Rossella
"Conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto". Se non abbandoniamo i nostri confusi ragionamenti per far posto a Gesù che parla, non lo incontreremo mai. Siamo così presi dai nostri pensieri che non riusciamo a vedere chi si accosta a noi. Siamo così pieni di noi da non riconoscere Gesù nel nostro vivere quotidiano. Gesù si fa presente quando impariamo a dividere il pane alla mensa dei fratelli. Al capezzale di un ammalato, in compagnia di un anziano genitore, al fianco di un amico che ha bisogno di noi. Non lo riconosceremo mai se saremo ciechi, sordi e insensibili al dolore e alla solitudine di chi ci passa accanto. Gesù non lo riconosciamo perché siamo pieni di noi stessi: sentiamo solo la nostra voce! Percepiamo solo le nostre esigenze! E non ci aiuteranno i riti religiosi: se non spezzeremo il pane, se non condivideremo, se non intrecceremo le mani nelle mani, se non piangeremo con chi piange, Gesù rimarrà uno sconosciuto sul nostro cammino.
Marco D'Elia
Sono particolarmente legato a questo passo del Vangelo.
«Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto. Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.»
In due righe tutto l'amore che Gesù offre incondizionatament e alla nostra " traballante " condizione umana. Ma anche tutto il senso di quello che si aspetta da noi. Sarò mai in grado di riconoscerLo anch'io ?
In chi mi sta accanto, in chi ha bisogno, in chi chiede aiuto ? E' così facile capire cosa ci chiede il Signore. Tanto facile da capire quanto difficile da realizzare in concreto nella nostra vita.