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Domenica delle Palme

domenica 14 aprile 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

• In meditazione

 

Il Vangelo di Luca che oggi ci viene presentato, trova il suo epilogo nel grido di Gesù: “Padre, nelle tue mano consegno il mio spirito”.

È un grido di straziante dolore, ma è un grido composto e intriso di filiale fiducia.

Gesù sta sperimentando il grande silenzio di Dio. È un silenzio terrificante, che fa paura, che mette a dura prova la fede dello stesso Figlio. Ma è un silenzio che dice vicinanza, piena partecipazione all’atto libero di donazione da parte di Gesù. Il Padre non è per nulla estraneo al grido doloroso del Figlio, ma, proprio perché sono un’unica realtà, partecipa, condivide. Non è semplicemente condivisione di un dolore, ma è sopportare lo stesso dolore. Dio partecipa di quel dolore, se lo carica su di sé, si fa carico della sofferenza di quel momento.

Il silenzio di Dio non è mai assenza, quanto invece, capacità di prendere parte al dolore. 

Il silenzio di Dio non è mai indifferenza, quanto invece, piena partecipazione alla sofferenza.

Non vi è una vera partecipazione al dolore dell’amato, se non partecipando dello stesso dolore, addossandosi e sperimentando la stessa sofferenza. Il tutto nel silenzio più assoluto. La vera partecipazione al dolore di chi si ama è frutto di un silenzio riverente, quasi mistico, coinvolgente. 

Gesù, dunque, sta sperimentando l’intima e paterna presenza di Dio.


 

Campagnano di Roma
domenica, 14 aprile 2019
Padre Onofrio Farinola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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