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Sabato 6 aprile 2019

Quarta Settimana di Quaresima

 

 

 

• In ascolto della Parola del Signore  ( Gv  7,40 - 53 )

 

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. 

Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». 

Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli. 

Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».


 

 

• In meditazione

 

Il dibattito si fa serio e coinvolgente. Tutti parlano di Gesù, i notabili si radunano per capire come fare per fermarlo, la gente è divisa, c’è chi lo segue e chi lo calunnia facendo la spia. Intorno alla persona di Gesù si crea un dissenso generale. Ciò che Gesù dice non può essere accettato, perché parla di un Dio troppo vicino all’uomo.

Ancora una volta, vediamo Gesù che non si lascia coinvolgere in questi ragionamenti, e preferisce la strada della mitezza, si allontana, preferisce stare con i suoi discepoli in luoghi di pace e di silenzio. I ragionamenti dei Giudei non gli appartengono. E se proprio deve lasciarsi catturare, deve essere una sua scelta, perché il tutto non deve essere dettato dal bisogno di farlo fuori per le sue teorie su Dio, quanto di lasciarsi inchiodare sulla croce per un bisogno d’amore.

Questo atteggiamento di mitezza e di libertà interiore, a me fa venire in mente la testimonianza di tanti missionari martiri. Questi uomini e donne che hanno donato la vita per il Vangelo, hanno seguito le orme della mitezza e della oblatività espressa da Gesù. 

Charles de Foucauld, Massimiliano Kolbe, Edith Stein, Oscar Arnulfo Romero, Michal Tomaszek Zbigniew StrzalkowskiPino Puglisi, Peppe Diana, Andrea Santoro, Helena Kmieć, suor Leonella Sgorbati… soltanto per fare dei nomi, tra i più contemporanei, quelli già riconosciuti santi dalla Chiesa e quelli che santi lo sono già in virtù del martirio subito a causa della fede e della fedeltà al vangelo di Gesù, e che la Chiesa comunque già addita come modelli di testimonianza di vita donata.

Non esiste l’amore a puntate, l’amore a porzioni. L’amore è totale e quando si ama, si ama fino all’estremo”, ci ripete papa Francesco. 

Gesù ci insegna l’arte della mitezza. Solo la mitezza conduce a saper donare la propria vita per lui, per la causa del Vangelo, di un Vangelo che parla di un Dio che è Padre, di un Padre che ama, di un amore che non conosce confini umani, di un’umanità redenta.

Avere il coraggio di essere cristiani, di proclamare la paternità dell’Onnipotente, senza la paura di essere incompresi, se non addirittura di essere presi per dei “fuori di testa”, degli infatuati. Se la nostra testimonianza di fede è vera e audace, anche a costo del “martirio bianco”, quello quotidiano, fatto di risate sotto i baffi di chi ci schernisce e ci prende per pazzi, noi stiamo soltanto amando, stiamo donando tutta la nostra vita. Non può esistere una fede senza vita donata.


 

 

Campagnano di Roma
sabato, 6 aprile 2019
Padre Onofrio FarinolaPadre Onofrio Farinola Blog Parola 4.0 autografo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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