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In ascolto della Parola del Signore (Mt 25,31-46)

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così:

 

Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il Tuo nome,

venga il Tuo regno,

sia fatta la Tua volontà,

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male.

 

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

 

 

In meditazione

 

La liturgia di questo giorno ci aiuta ad approfondire la bellezza della preghiera. È di preghiera, infatti, che si parla oggi. C’è un binomio che mette insieme due parole, secondo cui una realtà senza l’altra non può coesistere: Parola di Dio (cf. prima lettura) e preghiera (cf. Vangelo). La preghiera del cristiano è una logica conseguenza dell’ascolto della Parola di Dio. 

La Parola, infatti, è ciò che il Padre dice a noi, ciò che ci comunica, mentre la preghiera è la risposta dell’uomo a quell’ascolto. Si instaura in tal modo un vero e proprio dialogo tra Dio e l’uomo. Ecco perché Gesù ci insegna a pregare, consegnandoci la preghiera del “Padre nostro”. Ci insegna, cioè, a saper metterci in ascolto di Dio e ad instaurare un rapporto di fedeltà e di figliolanza. 

Con la preghiera del “Padre nostro”, il Figlio Gesù ci educa a relazionarci con Dio, per sentirci anche noi figliNon ci dice semplicemente tanto le parole da pronunciare ( “non sprecate parole” ), ma ci indica uno stile orante, ci orienta a fare della nostra esistenza una preghiera vivente

La nostra vita sarà una preghiera vivente nel momento in cui: riconosciamo che Dio è padre di tutti (“Padre nostro”), e che, quindi, noi siamo tutti fratelli; riconoscendo che Dio è Padre, riconosciamo anche che è al di sopra di tutti (“sia santificato il tuo nome”); mentre lo riconosciamo Padre, e quindi noi ci riconosciamo figli, desideriamo ascoltarlo, mettere in pratica i suoi consigli perché sappiamo che un padre può solo volere il bene del figlio (sia fatta la tua volontà”); è lui che provvede al nostro sostegno, è di lui che abbiamo bisogno per vivere (“dacci il nostro pane quotidiano”); abbiamo bisogno di sperimentare continuamente il suo amore e il suo perdono quando, da figli capricciosi, gli disobbediamo (“rimetti a noi i nostri debiti”); gli promettiamo di essere solidali e fraterni con tutti gli altri nostri fratelli, proprio perché riconosciamo che lui è il Padre di tutti e noi uomini e donne di questo mondo siamo tutti generati dal suo solo amore (“come noi li rimettiamo ai nostri debitori”); vogliamo che ci sia sempre accanto, soprattutto quando siamo più deboli e fragili (“non abbandonarci alla tentazione”).

 

La preghiera che ci insegna Gesù non va’ recitata a memoria, è una preghiera da vivere.

E’ uno stile di vita.

 

 

 

 

 

Campagnano di Roma
martedì 12 marzo 2019
Padre Onofrio Farinola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti & Meditazioni

 

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Vito Marcella
il Padre Nostro è la preghiera in cui ogni essere si mette in relazione diretta con Dio. Con essa non è un semplice richiedere a Dio, ma soprattutto donare e perdonare il prossimo. Grazie Padre
Rossella
Padre mio sia fatta la tua volontà. È un percorso sofferto quello che mi ha portato a riscoprirmi figlia e a riconoscere che Dio riempie di significato la mia vita. "Padre mio mi abbandono a Te": con questa preghiera mi affido a Lui, mi lascio guidare dalla sua Parola, e come ogni figlio conto sul suo Amore incondizionato. Solo ce ci sentiamo amati possiamo ri-amare Dio e i fratelli.
Carmen
Il Padre nostro è la preghiera più bella, più semplice ma completa. Con esso riconosciamo che Dio è nostro Padre quindi noi siamo suoi figli e con questa certezza ci affidiamo a Lui che in quanto Padre non ci abbandona, provvede alle nostre necessità e ci perdona nella misura però in cui noi sappiamo perdonare i nostri fratelli.
Quanta gioia provo quando riesco a perdonare , quando abbasso la mia superbia, non faccio prevalere il mio egoismo ma amo incondizionatament e.
Non è affatto semplice ma ne vale la pena!!!
Grazie di cuore

Raffaele Perrone
In questa preghiera vedo racchiuderei quello che è il mio percorso terreno!
Riconoscere chi è mio Padre, affidarmi a lui sapendo che la Sua volontà è il mio bene, sapere che non mi farà mancare mai il Suo pane quotidiano, e che mi perdonerà quando sbaglio!
L’accettare la Sua volontà è stata una montagna tremenda da scalare con il burrone della malattia nel cuore ma sulla vetta di quella montagna ho trovato Suo figlio sulla Croce che mi abbracciato e ha asciugato il mio pianto!