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Giovedì 13 giugno 2019

festa di S. Antonio da PAdova

 

 

 

• In ascolto della Parola del Signore  (Lc 10,1-9)

 

Dal Vangelo secondo Luca

 

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 

Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.  Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. 

In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.  Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede.  Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio».


 

 

• In meditazione

 

Ogni missione è un servizio di pace, un servizio alla pace.

È ciò che ci propone oggi la pagina evangelica di Luca per la festa di s. Antonio di Padova.

Gesù invia i suoi discepoli per annunciare il Regno di Dio. E lo fa inviandoli “avanti a sé”. È significativa questa modalità. Non li invia secondo un ordine casuale, ma li manda in modo tale che possano precederlo. Ecco perché ogni missione è un servizio alla pace e della pace. Andare avanti al Signore Gesù per precederlo, per aprire i cuori della gente al Regno di pace, che non è un luogo, ma è una persona, è proprio il Cristo Gesù.

È lui il Regno di Dio; è lui il “luogo” dove converge tutta l’umanità; è lui il cuore del Regno stesso, dove trovano sicura dimora coloro che vi bussano; è lui l’obiettivo del cammino dell’umanità.

Non vi è casa accogliente senza chi vi apre la porta per farvi entrare chi bussa. Una casa sarà accogliente, dal momento in cui chi la abita è capace di aprire le porte e di far sentire l’ospite desiderato, benvoluto, accolto, amato, protetto.

Dunque, il Regno di Dio trova in Gesù il padrone di casa che ha il compito di accogliere, di proteggere, di spalancare le porte, di abbracciare, di introdurlo dentro, di amarlo.

L’annuncio cristiano non è mai astratto, ideologico, filosofico, ma è un annuncio che si fa persona, personale, nel senso che si annuncia la persona del Maestro Gesù, che è il Regno stesso.

È significativo accostare questa riflessione che stiamo sviluppando alla luce della tradizione della Chiesa che, in modo particolare in questo mese di giugno, ci fa guardare al Cuore di Gesù.

Cosa sarebbe il Cuore di Gesù se non l’immagine palese di un cuore capace di accogliere, di proteggere, di amare? Il Cuore del Maestro Gesù è il cuore del Regno di Dio, è il suo centro.

Antonio di Padova ha predicato questo Regno personificato, trasmettendo all’umanità, soprattutto ai più poveri, agli ultimi della società, ai piccoli, la bellezza del Regno stesso, indicano in Cristo la pace dell’uomo.

S. Antonio ha predicato, invitando gli uomini a dirigersi verso quel Cuore, verso quel Regno per trovare quella pace desiderata e spesso rincorsa.



 

 

Campagnano di Roma
Giovedì, 13 giugno 2019
Padre Onofrio FarinolaPadre Onofrio Farinola Blog Parola 4.0 autografo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti & Meditazioni

 

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