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Sabato sesta settimana di Pasqua

1° giugno 2019

 

 

 

• In ascolto della Parola del Signore  (Gv 16,23-28)

 

Dal vangelo secondo Giovanni

 

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre». 

 

 

• In meditazione

 

Puntare in alto. È questo il lavoro di Gesù che sta facendo in noi. “Lascio di nuovo il mondo e vado al Padre”, significa proprio questo, capacità di puntare alle cose alte, al cielo.
In questi pochi altri giorni che ci distanziano dalla festa di Pentecoste, ci lasciamo accompagnare dalla riflessione sulla santità che contempliamo nella testimonianza di Antonio di Padova.
Con ieri, infatti, ha avuto inizio ciò che tradizionalmente viene chiamata “la tredicina di S. Antonio”, un santo caro a tutto il popolo cristiano, un santo abbastanza popolare, un santo di popolo, che con la sua testimonianza fa percepire in maniera straordinaria la presenza di Dio in mezzo al popolo. Antonio, possiamo affermare con papa Francesco, è un “santo della porta accanto”, e ci mostra che “la santità è il volto più bello della Chiesa”(GeE, 9).
Nelle meditazioni ci lasceremo illuminare dalle parole del papa che troviamo in “Gaudete et esxultate” (GeE), l’Esortazione sulla santità. 
Antonio ha saputo puntare in alto a partire dal basso. Un frate umile, avrebbe desiderato restare all’ombra, continuare i suoi studi nella cella del suo convento, dedicarsi alla fraternità con i servizi più umili, predicare la Parola di Dio ai poveri, magari riuscire ad andare in missione per portare fino ai confini del mondola bellezza della Parola. 
Ma proprio a partire da questa umiltà, da questi profondi desideri, Antonio, diviene un grande. La testimonianza non necessita di grandi opere, di grandi miracoli. Eppure s. Antonio è conosciuto come il santo dei miracoli, ma il più grande miracolo è la sua testimonianza umile. “Lasciamoci stimolare dai segni di santità che il Signore ci presenta attraverso i più umili membri del popolo” (GeE, 8).
La santità di Antonio di Padova passa, dunque, attraverso le strade della quotidianità, e ci fa comprendere che anche noi dobbiamo percorrere la strada di ogni giorno per essere santi. Santi ogni giorno, ogni giorno è la strada della nostra santità. “Questa santità a cui il Signore ti chiama andrà crescendo mediante piccoli gesti” (GeE, 16), ci ricorda papa Francesco. 
Dunque, puoi puntare in alto, soltanto se punti i piedi per terra e, con una spinta in avanti, ti immergi nell’infinito della quotidianità. Non avere paura della quotidianità, vivila.

 

 

Campagnano di Roma
Sabato, 1° giugno 2019
Padre Onofrio FarinolaPadre Onofrio Farinola Blog Parola 4.0 autografo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti & Meditazioni

 

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