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Domenica quinta settimana di Pasqua

19 maggio 2019

 

 

 

• In ascolto della Parola del Signore  (Gv 13,31-33a-34-35)

 

Dal vangelo secondo Giovanni

 

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

 

 

 

• In meditazione

 

Il discorso di Gesù che troviamo nella pagina dell’odierno Vangelo, rientra in quella categoria dei discorsi di addio. Sebbene letteralmente assume questa connotazione, il discorso di Gesù che la liturgia pasquale ci offre, ha lo scopo di indicare l’essenza della vita della Chiesa.
Facciamo un preambolo: la liturgia postpasquale ha lo scopo di educare alla formazione della Chiesa. Così come cronologicamente la Chiesa si è formata con la passione, morte e risurrezione di Gesù, nell’impegno apostolico dei primi discepoli, anche oggi siamo chiamati a prendere coscienza che puree noi, risorti nel Risorto, persone che hanno vita nuova, credenti appassionati e creativi, abbiamo il compito missionario di riunire la Chiesa (cf. prima lettura degli Atti degli Apostoli), generare “cielo nuovo e terra nuova”, una nuova abitazione di Dio presso l’umanità (cf. seconda lettura dell’Apocalisse di san Giovanni). Costruire la Chiesa. Questo è il servizio di ogni cristiano.
Per questo, il cristiano non può percepirsi al di fuori della Chiesa, che non si configura come semplice realtà istituzionale, ma come espressione della presenza reale di Dio tra gli uomini di tutti i tempi. Davvero siamo capaci oggi, come cristiani, di rendere la Chiesa luogo concreto dove si percepisce la presenza del Padre?
Come si costruisce la Chiesa? Come si raduna la Chiesa? Gesù indica un solo atteggiamento: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri”.
È l’amore che tiene unita la Chiesa, come, d’altronde, l’amore tiene unite le persone in genere.
Ciò che è successo qualche giorno fa e che ha portato alla ribalta un normale gesto di amore da parte del cardinale Konrad Krajewski, l’elemosiniere del Papa, rivela concretamente l’essenza dell’essere Chiesa. Non c’è legge, non c’è divieto istituzionale che possa impedire di esprimere l’amore di Dio per l’umanità, soprattutto per quella più svantaggiata.
Nessuno si sarebbe preso cura di quelle quattrocentocinquanta persone. È un compito dello Stato garantire luce e acqua alla gente, soprattutto a quella più svantaggiata socialmente. A maggior ragione, quando tra questa gente vi sono bambini, ammalati e anziani. La Chiesa, con il gesto del cardinale, non ha fatto nulla di strano, quanto di applicare la legge della carità che Gesù ha lasciato ai suoi discepoli.
Allora, il cardinale Krajewski ha applicato la legge o no?
Non è la legge dell’amore che deve strutturare una qualsiasi realtà sociale?
La carità espressa dall’elemosiniere del Papa, di fatto ha radunato la Chiesa, mostrando che è possibile costruire “un cielo nuovo e una terra nuova”, ha manifestato realmente la presenza di un Dio che si prende cura dell’uomo.
Qualcuno ha chiosato: ma è facile fare la carità con i soldi degli altri, delle offerte!
E allora rispondiamo: e a cosa servirebbero quei soldi, se non per la carità?
Certamente, quei soldi non hanno lo scopo di alimentare le casse del Vaticano, quanto di alimentare il cuore vuoto dell’umanità.
Maria, Madre del bell’amore, ci educhi a saper fare della carità il perno che regge l’esistenza della Chiesa stessa, facendoci comprendere che se non vi è vero amore tra di noi, la Chiesa si sfalda e diventa per nulla credibile, non solo agli occhi degli uomini, ma anche agli occhi di Dio.


 

 

Campagnano di Roma
Domenica, 19 maggio 2019
Padre Onofrio FarinolaPadre Onofrio Farinola Blog Parola 4.0 autografo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti & Meditazioni

 

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