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Martedì della 4° settimana di Pasqua

14 maggio 2019

Festa di San Mattia Apostolo

 

 

 

 

 

• In ascolto della Parola del Signore  (Gv 15,9-17)

 

Dal vangelo secondo Giovanni

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
 

 

 

• In meditazione

 

La festa di san Mattia, con la proposta della pagina evangelica che la Chiesa proclama in questo giorno, ci aiuta a collegarci alla meditazione di ieri, dove condividevamo l’idea di una Chiesa con la porta spalancata. Accennavamo all’idea della Chiesa-assemblea. Quale sarebbe lo scopo dell’assemblea, dell’ekklesia, se non quello di rimanere nell’amore di Cristo? “Rimanete nel mio amore”, ripete oggi Gesù. Cioè, state con me, facciamo comunione, viviamo una relazione salda e proficua.
La Chiesa allora, si rivelerebbe come recinto dove il comandamento, la legge suprema è l’amore reciproco. Un amore verticale, con Dio attraverso l’ascolto della parola del Figlio, e con tutti coloro che formano l’assemblea stessa.
Solo vivendo l’amore all'interno della comunità ecclesiale, si potrà sperimentare e vivere la gioia piena. La gioia cristiana è frutto dell’amore reciproco, di quell’amore che ciascuno percepisce sia da parte di Dio che da parte dei suoi fratelli e sorelle.
Nella Chiesa non ci potrà mai essere gioia fintanto che non ci si educhi all’amore reciproco.
È l’amore la fonte della gioia cristiana. Ma, soprattutto, l’amore è la spina dorsale che regge l’edificio spirituale della Chiesa.
La gioia non è frutto di sentimentalismi passeggeri, di misticismi momentanei, quanto di un modo di vivere che fa dell’amore il perno della propria esistenza. Senza amore non c’è gioia piena.
Maria, è Madre della Chiesa perché ha sperimentato appieno l’amore di Dio e l’ha saputo trasmettere con fedeltà e impegno. È questo amore che ha sorretto ogni momento della vita della Vergine Santa, anche negli attimi di dolore e di atroci sofferenze, non perdendo mai lo spirito della gioia vera.


 

 

Campagnano di Roma
Martedì, 14 maggio 2019
Padre Onofrio FarinolaPadre Onofrio Farinola Blog Parola 4.0 autografo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti & Meditazioni

 

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Tiziana Donati
Grazie Padre ....