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Domenica 28 luglio 2019

XVII Domenica del Tempo Ordinario C.2019

 

 

• In ascolto della Parola (Lc 11,1 - 3)

 

Dal Vangelo secondo Luca

 

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».


 

• In meditazione

 

C’è un elemento essenziale che caratterizza la vita di fede in genere, non solo quella cristiana, e questa è la preghiera.
La preghiera è la capacità di dialogo con il “proprio” Dio, con il Creatore, il Signore, l’Invisibile.
Con la preghiera l’Invisibile si fa Visibile, l’Inaudito si fa Ascolto, l’Intoccabile si fa Toccato, l’irraggiungibile si fa Traguardo, l’Eterno si fa Presente.
La preghiera è il ponte che ricongiunge la terra al cielo, e viceversa, il cielo alla terra.
La liturgia di questa domenica estiva ci fa riflettere sul senso della preghiera.
Dio prega l’uomo (cf. prima lettura): “Voglio scendere a vedere”. Dio desidera scendere sulla terra, lancia un ponte comunicativo tra il cielo e la terra per mettersi in ascolto dell’uomo, della sua fragilità, della sua miseria e redimerlo, fargli dono del suo sostegno e della sua compassione.
Ma l’uomo, pregando, si innalza verso Dio, getta un ponte che dalla terra svetta verso il cielo, così come è ben evidenziato con la preghiera del “Padre nostro” che Gesù oggi, ancora una volta ci insegna. Quella preghiera, che noi cristiani recitiamo spesso, è, in realtà, il ponte innalzato verso Dio, che si eleva verso l’Infinito, che ricongiunge all’Eterno.
Questo tempo estivo, un tempo in cui le attività, in modo alternato, si fanno più lente, donandoci un momento di pausa e di ristoro, per noi cristiani deve essere un tempo di preghiera.
Spesso, per molti di noi, si possono confondere le attività estive con attività oziose, anche dal punto di vista spirituale. L’estate, invece, deve offrirci l’opportunità di riconquistare il gusto del silenzio per costruire un dialogo proficuo e profondo con l’Eterno, ma anche tra di noi. Per questo, Gesù, dopo aver insegnato la preghiera del “Padre nostro”, ci parla di un amico che va dall’altro amico in un momento di bisogno, nella notte della sua esistenza. È nella notte del silenzio che si possono rinsaldare nuovi rapporti di profonda amicizia. È nella notte della nostra vita che possiamo ritrovare il gusto del dialogo con il Signore e tra di noi.
La notte è il tempo del silenzio, ma è anche il tempo in cui tessere nuove reti di profonde amicizie.
La notte è lo spazio e il tempo che la Bibbia privilegia più di ogni altro momento per evidenziare la profondità di un momento particolare. Come la notte di Abramo sulle rive del lago di Galilea. Era la notte esistenziale di Abramo, angosciato per non avere ancora la possibilità di una discendenza. È la note della preghiera, del dialogo, dove Dio getta un ponte sulla terra per raggiungere il vecchio Abramo, e Abramo, a sua volta, getta un ponte sul cielo alzando lo sguardo e scrutando l’Infinito.
Come la notte dell’incontro tra Gesù e l’illuminato Nicodemo, il quale è desideroso di conoscere il vero Maestro, apprendere la vera sapienza, raggiungere la pienezza della Legge. È la notte della preghiera di Nicodemo, il quale crea un ponte di dialogo con Gesù, mentre si lascia raggiungere dalla sua Parola, dal vero insegnamento.
L’estate, paradossalmente, per noi è la nostra notte del silenzio, è la notte per vivere una preghiera più intensa, è la notte in cui possiamo rinsaldare un rapporto profondo e proficuo con il Signore, è la notte per imparare a pregare di più, è la notte di una preghiera che si fa meditazione, che si fa ascolto, che si fa dialogo.
L’estensione del mare, i sentieri delle montagne, il fruscio delle onde marine, il cielo azzurro, il sole che riscalda, le stelle che brillano le notti d’estate, i colori dei fiori, il mormorio della brezza marina, la bellezza dell’arte, devono farci vivere in questo tempo d’estate la bellezza della notte del silenzio, della notte della preghiera.

 

Campagnano di Roma
Domenica, 28 luglio 2019
Padre Onofrio FarinolaPadre Onofrio Farinola Blog Parola 4.0 autografo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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