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"Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra?"

(Lc 12, 51)

 

 

Alla luce della situazione attuale, dove imperversa una nuova catastrofe bellica, dove la minaccia terroristica si ripresenta in maniera più dirompente e invasiva, le parole di Gesù risuonano piuttosto controverse. Gesù è la pace in persona, ma non è una pace "quietante", che accomoda, addomesticata. Non è, per intenderci, quella pace che dice: "Tu non darmi fastidio che io non ti do fastidio". Non è una pace fatta di compromessi. La pace di Gesù è una pace che mette seriamente in moto, che ti fa compromettere pur di raggiungere l'obiettivo del bene, che ti fa rischiare anche a prezzo della vita. E' la pace-fuoco, la pace che scalda, che alimenta il calore umano, ravviva la luce dell'amore, irrobustisce la forza della fede. La pace proposta da Gesù è una pace che ti fa mettere in discussione, che ti pone sui crinali dei rischi, che ti fa apparire "diverso", "fastidioso" agli occhi degli altri, dei calunniatori, degli arroganti, dei benpensanti, dei farisei imbiancati. La pace di Gesù è una pace che ti anima la vita e la fede e ti fa stare sempre in movimento, che, alla fine, non ti dà proprio pace. La pace di Gesù è una "non pace", una "pace senza pace", una pace che non ti dà pace, perché desideri contribuire al cambiamento delle cose, delle situazioni. E non ti dai pace, finché qualcosa non cominci a cambiare.

Per questo, Gesù dice: "Quanto vorrei che questo fuoco fosse già acceso!".

Anche tu dunque, sei chiamato ad essere il fuoco della pace, a scaldare il mondo con la bellezza di una pace creativa, ad inondare l'umanità con il calore di una pace che alimenti la fraternità.


Buona giornata!


 

 

Roma, giovedi 24 ottobre 2019

Facebook Parola 4.0 - Padre Onofrio Farinola
Padre Onofrio Farinola Blog Parola 4.0

 

 

 

 

 

 

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