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"Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato [...] Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l'annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero:"

(2Tm 4, 16-17)

 

 

Queste parole appassionate e sofferenti di Paolo, racchiudono benissimo il messaggio evangelico che la liturgia della Parola, nella festa dell'evangelista Luca, ci propone. La predicazione del Vangelo, anche a costo dell'abbandono e della solitudine da parte degli altri. Certamente, non da parte di Dio.

L'annuncio del Vangelo non è mai stato facile per nessun vero missionario, per nessun inviato da Dio. Spesso si viene derisi, isolati, abbandonati, scherniti.

Ma, Paolo ci insegna una cosa: quando si è profondamente innamorati di Dio e del suo messaggio, non c'è sofferenza provocata che possa impedirne l'annuncio. Si annuncia perché si ama. Dio e gli altri. Ogni annuncio è espressione vitale e conseguente di un rapporto profondo di amore.

Senza questo amore alla base, non si percepirà mai il desiderio di annunciare il Vangelo, anche a costo di sofferenze.

Quanto ami davvero il Signore?

Quanto sei disposto a pagare, con la tua vita, il prezzo dell'annuncio del suo messaggio, il prezzo di questo amore?


Buona giornata

 

 

Roma
Venerdi, 18 ottobre 2019
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