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"Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi"

(Lc 11, 45).

 

 


E già, il buonpensante si è sentito offeso quando sente Gesù dire: "Guai a voi" !


Guai a voi che siete scrupolosi nell'osservanza della Legge, ma non vi rendete conto del prossimo.
In sostanza, Gesù, quando rimprovera, ripetendo "Guai a voi", come fosse un'antifona, sta dicendo proprio questo, che l'osservanza della Legge, dei Comandamenti di Dio, a nulla servirebbe, se non fosse associata all''osservanza, altrettanto minuziosa, dell'amore. Tradotto, può suonare così, creando qualche prurito anche a noi: "Guai a te, che vado tutte le domeniche a Messa, magari anche tutti i giorni, ma non ti accorgi del prossimo bisognoso. Guai a te, che sei catechista, ma il tuo servizio lo fai senza preparati e con arroganza, sentendoti maestri/a di nessuno. Guai a te, che sei operatore Caritas, ma ti limiti alla consegna di un pacco di viveri che non è nemmeno tuo, e quindi di tuo non dai proprio niente. Guai a te, che ti dici credente, ma sei presuntuoso e prepotente nello svolgimento della tua professione. Guai a te, che sfoggi l'apparenza a quello o a quell'altro gruppo o associazione, ma non sai tradurre le tue preghiere e i tuoi mille incontri in carità".


Risuoni nelle nostre orecchie e nel nostro cuore il monito "Guai a voi", perché possiamo sentirci scossi e stimolati a prendere coscienza delle nostre infedeltà spirituali, delle nostre incoerenze, delle nostre miserie, senza mai puntare il dito sugli altri, ma, anzi comprendedoli alla luce della carità e della giustizia.

E non sentiamoci offesi come quel dottore della Legge. Impariamo a fare autocritica spiritual, oltre che umana.

 

Buona giornata!

 

Roma
Mercoledi, 16 ottobre 2019
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